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Imminente la scadenza del rapporto biennale sulla situazione del personale, gli oneri delle aziende

16 Marzo 2026

Il portale ministeriale è stato riaperto il 1° marzo 2026 per accogliere la presentazione del Rapporto biennale sulla situazione del personale maschile e femminile, relativo al biennio 2024-2025 che riguarda migliaia di aziende in tutto il Paese. La scadenza è fissata al 30 aprile 2026. Quella per la presentazione del Rapporto relativo al biennio precedente è appena decorsa il 15 marzo 2026.

Il Rapporto biennale uno strumento per le pari opportunità

Il Rapporto biennale è uno degli strumenti cardine delle politiche attive per le pari opportunità nel mondo del lavoro. È stato introdotto dal Codice delle pari opportunità (D.lgs. 198/2006) e rafforzato nel tempo. Le aziende, per rispettarlo, devono fotografare con cadenza regolare, la composizione della propria forza lavoro evidenziandone il genere: quante donne e quanti uomini, in quali ruoli, con quali retribuzioni e con quali prospettive di carriera, le promozioni, i casi di mobilità ed eventuali licenziamenti.

L’adempimento non è fine a se stesso, ma i dati raccolti vengono utilizzati per monitorare e, di conseguenza, alimentare le politiche pubbliche di contrasto alle disparità di genere. Un costante monitoraggio infatti consente alle istituzioni  di tenere sotto controllo l’evoluzione del mercato del lavoro e di accedere ai criteri di valutazione delle imprese in occasione di gare d’appalto pubbliche o nei percorsi di certificazione della parità di genere (UNI/PdR 125:2022).

L’obbligo riguarda le aziende private e gli enti pubblici con più di 50 dipendenti. Per le realtà sotto questa soglia la trasmissione resta volontaria, ma è fortemente consigliata per chi voglia avvicinarsi ai percorsi di certificazione o dimostrare un impegno concreto sul tema. Le modalità di compilazione sono indicate da un decreto adottato dal Ministro del Lavoro di concerto con il Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità.

La trasmissione del Rapporto sulle pari opportunità

Il Rapporto si trasmette esclusivamente per via telematica, attraverso il portale “Servizi Lavoro” del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Una sezione dedicata dell’URP Online (ufficio relazioni con il pubblico), è stata attivata dal Ministero per aiutare le aziende nella compilazione.
La mancata trasmissione del rapporto implica una serie di conseguenze:

  • dapprima un invito alla regolarizzazione da parte dell’Ispettorato del lavoro territorialmente competente;
  • e poi, in caso di inadempimento, le sanzioni amministrative previste (art. 11 del D.P.R. 520/1955);
  • in caso di inadempimento protratto oltre i 12 mesi, sospensione per un anno di tutti i benefici contributivi eventualmente goduti.

I dati contenuti nel Rapporto devono essere veritieri e completi. L’Ispettorato nazionale del lavoro verifica la correttezza dei contenuti e sanziona l’invio di rapporti mendaci e incompleti.

 

Le pari opportunità e le gare pubbliche

Fino al 30 aprile 2026, le aziende che devono partecipare a procedure pubbliche che richiedono la produzione del Rapporto biennale possono utilizzare quello relativo al biennio 2022-2023, integrando poi la documentazione con il nuovo Rapporto entro la scadenza.

Il nuovo Codice dei contratti pubblici (D.lgs. 36/2023), infatti, ha recepito e rafforzato le indicazioni già presenti nel PNRR in materia di inclusione.
Il Codice prevede che i bandi di gara possano includere, tra i criteri di aggiudicazione o tra le condizioni di esecuzione del contratto, misure orientate alla promozione della parità di genere e all’inserimento lavorativo di categorie svantaggiate.
Per gli appalti finanziati in tutto o in parte con risorse PNRR e PNC, le stazioni appaltanti sono tenute a inserire nei bandi specifiche clausole che premino politiche attive di parità di genere.

Numerose procedure pubbliche prevedono espressamente la produzione del Rapporto come documento da allegare all’offerta o come condizione per accedere alla gara. Il Rapporto è infatti la fotografia più aggiornata e certificata della composizione di genere della forza lavoro dell’azienda e costituisce la base su cui valutare l’effettivo impegno dell’impresa sul tema.

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